giovedì 10 maggio 2012

Semplici complessità - Nel Linssen

"La semplicità non è un fine dell'arte ma si arriva alla semplicità malgrado se stessi avvicinandosi al senso reale delle cose. La semplicità è la complessità stessa– ti devi nutrire della sua essenza per comprenderne il valore."
Constantin Brâncuşi

Nel Linssen (Nijmegen - Gelderland, NL, 1935) dal 1986 -e questo già la dice lunga- si occupa di design di gioielli di carta. La sua è una lunga ricerca formale e tattile, un'attenta indagine sui diversi modi di combinare e incastrare le forme per creare catene di strutture complesse, un approccio empirico imperniato essenzialmente sulla costruzione di forme tubolari dinamiche.
Segue le tecniche tradizionali usate per la realizzazione di gioielli in metallo e pietra ma, utilizzando solo uno speciale cartoncino colorato (Elephantenhaut), crea collane e bracciali rigorosamente monumentali, che prendono vita nel preciso istante in cui vengono indossati.
Perché lì sta il grande fascino dei suoi lavori: grazie all'assenza di adesivi e al gioco continuo di tagli e pieghe, i suoi gioielli si animano in risposta ai movimenti di chi li indossa, esibendo sinuosi cambiamenti di colore e forma che variano da persona a persona, momento per momento.

Incartesimi tattili e visivi che nella loro disarmante semplicità racchiudono una sottile e risolta complessità.













domenica 6 maggio 2012

Scambio - Anna Maria Scocozza

C'è voluto un pò, ma finalmente anche il terzo Kusudama è finito ed è pronto a partire per Roma.




Questo nuovo scambio mi emoziona quanto il primo, tanto più che dall'altra parte arriverà una sorpresa.
Anna Maria Scocozza l'ho incontrata grazie a Facebook poco più di un mese fa: un suo inaspettato Mi piace alla pagina di Incartesimi, la sorpresa del suo sito e dei suoi lavori, il piacere di scoprire e conoscere un'artista.
Qualche messaggio, niente di più.
Quando ti esprimi con gli stessi segni, quando ti ritrovi nella stessa materia, quando ti riempi con lo stesso sentire, non serve altro.












Sete di ricerca, incontro, sperimentazione.
Sguardo attento, sincero, intimo.
Mani veloci, abili, libere.

"Anime di carta. Siamo creature di carta, naviganti inchiostri colorati su mari incerti e profondi che possono essere colorate, disegnate, ritagliate, incollate, bruciate, appallottolate, per poi essere gettate via in cestini mortali di terra soffice e verde, accarezzate nel vento per poter rinascere un giorno come sogni meravigliosi, indecifrabili e perenni conservati in libri di pagine umane… "
Anna Maria Scocozza

No, non serve altro, ci stiamo già dicendo tutto. E di più.

giovedì 3 maggio 2012

Creare un kit cucito da viaggio col cartonnage - Tutorial

La mia proposta per il cerchio delle donne è stata accolta con entusiasmo, quindi mi sono subito messa all'opera per condividere l'idea che tutto quel "sferruzzare, cucire, rammendare e quant'altro" mi ha ispirato. A differenza di mamma, io con ago e filo non ho mai avuto un gran feelling: si, riesco a sistemarmi un bottone ed un orlo, mi piace ricamare e lavorare a maglia...ma la molla che porta un saper fare a trasformarsi in qualcosa di più, quella non è ancora scattata. Per ora, quando mi lascio prendere dall'entusiasmo al ritorno da qualche fiera, inizio a creare col feltro o a rivestire scatole e oggetti con certi tessuti a cui proprio non so resistere (presto magari ve ne mostrerò qualcuno).
A lei invece, e a tutte le altre appassionate, dedico questo piccolo tutorial per creare in modo semplice ed economico un piccolo kit cucito da viaggio con la tecnica del cartonaggio:





Cosa occorre
Cartone per cartonnage o cartoncino di riciclo
Carta decorativa (o stoffa!)
Un pezzo di feltro (o panno spesso)
Fettuccia o nastro
Matita, riga e squadra
Forbice, taglierino, piano di taglio
Colla vinilica, pennello, vecchi giornali
Pistola e colla a caldo




Come si fa
1) Sul cartone disegnare e poi ritagliare:
2 quadrati 10x10 cm (fronte e retro) + 1 rettangolo 10x1 cm (dorso)
Io ho molto materiale per cartonnage a disposizione, ma qui ho voluto dimostrare che si può benissimo arrangiarsi con quello che si trova in casa, ad esempio una scatola per alimenti e un cartone per la pizza. Se infatti -come è probabile- il cartoncino risultasse troppo leggero, raddoppiate i pezzi e formate una sorta di  sandwich (all'interno mettete uno strato di rinforzo col cartone della pizza, ottimo a questo scopo), unendo il tutto ai lati con dello scotch trasparente.

2) Sulla carta decorativa scelta disegnare e poi ritagliare:
   1 rettangolo 25,5 cm x 13 cm (rivestimento esterno) 
   1 rettangolo 22 cm x 9,5 cm (rivestimento interno)
   Sul pezzo di feltro o panno, disegnare e ritagliare due sagome a forma di cuore (o altre forme a
   piacere).




3) Stendere la colla sulla fascia esterna, porre il dorso al centro e i due cartoni ai fianchi ad una distanza di circa 0,5 cm ciascuno e rimboccare tutti i lati. Forare poi i cartoni ed inserire i nastri (alla fine ne ho scelti altri più sottili), fissandoli al cartone interno con un pò di scotch. Rinforzare il dorso incollando al centro un pezzo di carta (circa 9,5x6 cm)




5) Incollare la fascia di rivestimento interna e infine fissare i due cuori stendendo un filo di colla a caldo lungo i bordi, lasciando aperta la parte superiore per formare due taschine.




7) Ecco fatto! Io ho assortito il kit con aghi, fili, spilli, spille di sicurezza, bottoni, forbicina e questo è il risultato finale: che ne dite?




A mamma piacerà, ne sono certa: tra un mese parte per il mare e, pratica e organizzata com'è, le farà comodo averlo con sè. E' il mio modo per starle vicino e farla sentire meno sola, per dirle che magari non ho imparato tutto ma mi ha insegnato le cose più importanti, per sentire che si può vivere in tempi e modi diversi ma quello tra madre e figlio è il legame più viscerale e indissolubile che la vita ti regala.

Auguri alla mia, auguri a me e soprattutto
AUGURI A TUTTE LE MAMME
...di ieri, di oggi, di domani!

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Il cerchio delle donne
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lunedì 30 aprile 2012

Il cerchio delle donne - Proposta per la Festa della Mamma

La prima volta che ho letto l'invito ad unirmi al cerchio delle donne, la parte che più mi ha emozionato è stata questa: "Anche le nostre nonne potrebbero raccontarci di cerchi di donne vissuti da loro: nei lunghi e freddi inverni delle campagne, le contadine si riunivano nelle stalle per trascorrere le serate a chiacchierare, sferruzzare, cucire, rammendare e quant'altro".
Mi fa un certo effetto perché va a toccare un preciso vissuto, perché al posto di nonna ci metto mamma e un brivido lungo e sottile mi scorre sotto la pelle.
Dell'infanzia e di una buona fetta della mia vita sono rimasti pochi ricordi: funziono così, ho le mie ragioni. Conservo qualche scena, qualche immagine, qualche profumo, ma soprattutto questi: i racconti di mia madre. Non intendo le storie lette prima della nanna (con 5 figli, 2 suoceri e una casa da gestire era chiedere troppo), parlo di quei fantastici e indimenticabili momenti in cui -senza interrompere ciò che stava facendo- mi spalancava la porta sul suo passato, regalandomi l'incanto di esperienze ed emozioni che mi sono sempre sembrate parte di un altro mondo. E lo erano davvero.
Lì per lì ho lasciato s/correre, fino a quando S. la settimana scorsa porta a casa dall'asilo il libro da leggere insieme nel fine settimana e tutta soddisfatta mi chiede "Mamma, ho scelto questo. Ti piace?"






Si che mi piace, e tanto.
Quindi devo e voglio proprio farlo: si avvicina la Festa della mamma -quest'anno Domenica 13 Maggio- e vorrei proporre una meditazione al cerchio che suona più o meno così: 

Mamme di ieri, di oggi e di domani
Riflessioni sul cambiamento epocale che stiamo vivendo in poche generazioni.

Ne ho già parlato con Ylenia e Valentina, quindi lascio alle loro due scintille il compito di alimentare e propagare la mia...nel frattempo mi concentro sull'idea che da subito è venuta a galla: il tempo di elaborarla e riempirla dei miei significati, poi la pubblicherò col tutorial dove spiego come realizzarla.
A presto!

8 Maggio 2012: eccola, è qui :)

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domenica 29 aprile 2012

Innesti/1 - Incartesimi

Innestare è un progetto attivo che si occupa di innestare l’immaginario nelle fenditure del reale con l’intenzione di stimolare meraviglia e innescare altra immaginazione in chi osserva.
Si tratta di interventi volatili a corta conservazione, documentati attraverso la fotografia che si trasforma in indizio, e poi lasciati al loro naturale “ciclo vitale”.

Dico la verità, c'ho messo un pò a capirne il senso, il fascino, le potenzialità.
Poi d'improvviso, grazie all'ultimo innesto di stima, l'illuminazione.
Impossibile resistere, quindi oggi ho aperto anch'io la mia stagione:

28 Aprile 2012 ore 17.30 - Parco Palladio
Postazione 1: Sull'olivo (un pò scontata)


28 Aprile 2012 ore 17.45 - Parco Palladio
Postazione 2: Sulla panchina (troppo pericolosa)


28 Aprile 2012 ore 18.00 - Parco Palladio
Postazione 3: Sul capitello 
(molto interessante: a maggio tanti del quartiere si ritrovano qui davanti per recitare il rosario)


Naturalmente la 3 è rimasta quella definitiva.  
Se resisterà un paio di giorni, sono certa che l'innesto -almeno in loco- porterà i suoi frutti... 

I N N E S T A R E è nato da Cevì ma vuole diventare anche tuo: invia le foto dei tuoi innesti a innestare@gmail.com

giovedì 26 aprile 2012

I miei Gioielli (...di carta, ma non solo)

Il cerchio delle donne ha poco più di due settimane ed io ne assorbo già la forza...occorre saper decifrare i segni naturalmente, ma sono ben allenata.
Il nuovo invito tocca un punto dolente: quello tra la mia anima e il mio corpo è un rapporto complicato, un equilibrio che raggiungo solo a sprazzi mentre da sempre la bilancia pende in maniera evidente da una parte. Se da un lato i vantaggi ci sono e me li tengo stretti, dall'altro so che addentrarsi, cercare, scavare dentro se stessi comporta in me l'elevato rischio di esaltare la sacralità dell'anima a scapito di quella del corpo: un corpo che ha esigenze, ritmi, linguaggi altrettanto unici e speciali che invece io -più o meno consapevolmente- rispetto poco, spesso trascuro.
Prendi loro ad esempio, i miei bijoux con carta Tassotti che con tanto entusiasmo ho creato qualche anno fa, in attesa dell'arrivo di M.: li ho pensati, progettati, realizzati, regalati, proposti, esposti, venduti...eppure, per assurdo, non li ho quasi mai indossati.
A parte lo scarso spirito auto-promozionale, si aggiunge un mix di pigrizia, noncuranza e distrazione che davvero è ora di superare. Allora lo faccio, eleggo loro a rappresentare questo ennesimo cambio di pelle e testimoniare la volontà di onorare i miei tesori. Ve li presento: questi -anche se ormai datati- sono alcuni dei miei primi gioielli di carta.







Se qualcuno volesse cimentarsi, la tecnica è semplice. 
Ora mi manca il tempo, ma -se vi interessa- preparerò un tutorial per mostrarvela.






"Ogni stimolo che illumina il nostro percorso verso le bellezze di cui siamo fatte, è sacro. Ogni parola che ci accompagna è preziosa."
Domani C. compie 42 anni. Usciremo a cena in un nuovo locale, noi due soli, e sarà una serata importante per tante ragioni. E' un pò che l'organizzo, ma grazie al cerchio ora mi sto preparando in modo diverso ;-), quindi promesso, porterò tutto con me, anche loro.
Li rimetto in gioco per giocare con la mia femminilità, per adornare il mio corpo come faceva Mirabai, per valorizzarlo per quello che è: un oceano ricco di tesori nascosti...




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martedì 24 aprile 2012

Appropriarsi - Chris Gilmour

Mi sto rendendo conto che in tutti questi anni passati a manipolare e creare con la carta, per certi versi ho sempre sottovalutato suo fratello maggiore, il cartone, materiale che può davvero offrire spazio a svariate sperimentazioni e dare vita a creazioni spettacolari.

Lo ha capito benissimo Chris Gilmour: nato a Stockport nel 1973 ma italiano d'adozione (vive e lavora a Udine), è uno dei più originali e affermati artisti inglesi dell’ultima generazione, uno scultore che si misura con un solo materiale, il cartone appunto (ora usa quello classico e a buon mercato degli imballaggi) e con la sola aggiunta di colla lo plasma, lo modella, lo trasforma per riprodurre a grandezza naturale oggetti d’epoca che sono rimasti dei simboli nell'immaginario collettivo.
Scultura, certo. E di un realismo che impone una profonda ricerca, conoscenza e padronanza tecnica.

Osservare le sue opere mi sorprende, mi diverte, mi stimola.
Penso ai calcoli di statica che deve fare per riuscire a tenerle in piedi senza altri sostegni, penso al tempo che deve dedicare a smontare, analizzare, capire l'oggetto prima di riprodurlo, penso a quanto ne deve sapere sulle proprietà e le caratteristiche di questo materiale.
E alla fine penso che quella che mi indica sia l'unica strada per appropriarsi veramente di qualcosa.
Per conoscerla, rispettarla, amarla. Per riuscire a farla tua e poi lasciarla andare...

















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