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giovedì 10 maggio 2012

Semplici complessità - Nel Linssen

"La semplicità non è un fine dell'arte ma si arriva alla semplicità malgrado se stessi avvicinandosi al senso reale delle cose. La semplicità è la complessità stessa– ti devi nutrire della sua essenza per comprenderne il valore."
Constantin Brâncuşi

Nel Linssen (Nijmegen - Gelderland, NL, 1935) dal 1986 -e questo già la dice lunga- si occupa di design di gioielli di carta. La sua è una lunga ricerca formale e tattile, un'attenta indagine sui diversi modi di combinare e incastrare le forme per creare catene di strutture complesse, un approccio empirico imperniato essenzialmente sulla costruzione di forme tubolari dinamiche.
Segue le tecniche tradizionali usate per la realizzazione di gioielli in metallo e pietra ma, utilizzando solo uno speciale cartoncino colorato (Elephantenhaut), crea collane e bracciali rigorosamente monumentali, che prendono vita nel preciso istante in cui vengono indossati.
Perché lì sta il grande fascino dei suoi lavori: grazie all'assenza di adesivi e al gioco continuo di tagli e pieghe, i suoi gioielli si animano in risposta ai movimenti di chi li indossa, esibendo sinuosi cambiamenti di colore e forma che variano da persona a persona, momento per momento.

Incartesimi tattili e visivi che nella loro disarmante semplicità racchiudono una sottile e risolta complessità.













giovedì 26 aprile 2012

I miei Gioielli (...di carta, ma non solo)

Il cerchio delle donne ha poco più di due settimane ed io ne assorbo già la forza...occorre saper decifrare i segni naturalmente, ma sono ben allenata.
Il nuovo invito tocca un punto dolente: quello tra la mia anima e il mio corpo è un rapporto complicato, un equilibrio che raggiungo solo a sprazzi mentre da sempre la bilancia pende in maniera evidente da una parte. Se da un lato i vantaggi ci sono e me li tengo stretti, dall'altro so che addentrarsi, cercare, scavare dentro se stessi comporta in me l'elevato rischio di esaltare la sacralità dell'anima a scapito di quella del corpo: un corpo che ha esigenze, ritmi, linguaggi altrettanto unici e speciali che invece io -più o meno consapevolmente- rispetto poco, spesso trascuro.
Prendi loro ad esempio, i miei bijoux con carta Tassotti che con tanto entusiasmo ho creato qualche anno fa, in attesa dell'arrivo di M.: li ho pensati, progettati, realizzati, regalati, proposti, esposti, venduti...eppure, per assurdo, non li ho quasi mai indossati.
A parte lo scarso spirito auto-promozionale, si aggiunge un mix di pigrizia, noncuranza e distrazione che davvero è ora di superare. Allora lo faccio, eleggo loro a rappresentare questo ennesimo cambio di pelle e testimoniare la volontà di onorare i miei tesori. Ve li presento: questi -anche se ormai datati- sono alcuni dei miei primi gioielli di carta.







Se qualcuno volesse cimentarsi, la tecnica è semplice. 
Ora mi manca il tempo, ma -se vi interessa- preparerò un tutorial per mostrarvela.






"Ogni stimolo che illumina il nostro percorso verso le bellezze di cui siamo fatte, è sacro. Ogni parola che ci accompagna è preziosa."
Domani C. compie 42 anni. Usciremo a cena in un nuovo locale, noi due soli, e sarà una serata importante per tante ragioni. E' un pò che l'organizzo, ma grazie al cerchio ora mi sto preparando in modo diverso ;-), quindi promesso, porterò tutto con me, anche loro.
Li rimetto in gioco per giocare con la mia femminilità, per adornare il mio corpo come faceva Mirabai, per valorizzarlo per quello che è: un oceano ricco di tesori nascosti...




Con questo post partecipo a
Il cerchio delle donne
per unirti e saperne di più visita:

sabato 11 febbraio 2012

Gioielli - Ana Hagopian

Sostanzialmente e irrimediabilmente pratica, ne possiedo pochi e li indosso solo in occasioni particolari. 
Eppure mi hanno sempre attratto: affascinata dalla fantasia di chi li crea, come dalla personalità chi li sa davvero scegliere e abbinare in modo armonico con il proprio look, li trovo altresì oggetti intriganti in sé, belli anche solo da guardare. Parliamo di gioielli allora. Di carta, ovviamente.
Pur avendo valida "concorrenza" (nella quale prima o poi mi inserirò anch'io :)) inizio con lei: Ana Hagopian.
Di origine argentina, approda in Spagna nel 1982 e dopo vari viaggi in Asia e Sud America dal 1994 realizza magnifiche collezioni creando oggetti di design unici e finemente lavorati.
Ispirata dalla natura, sensibile all'etica del riciclo, manipola carta, feltro, tessuti con una "visione magica che trasforma il prosaico e quotidiano in qualcosa di nuovo e meraviglioso".
Penso che indossare i suoi gioielli ti faccia sentire addosso qualcosa di straordinario, quasi delle creature viventi...e, in effetti, lo sono.











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