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lunedì 22 agosto 2016

Incartesimi a Cartasia 2016

Cartasia è il primo Festival Internazionale della Carta, un evento biennale che si svolge a Lucca, uno dei più grandi centri di produzione cartaria in Europa. 
Nato nel 2004 per promuovere tradizione, etica, sostenibilità attraverso la carta e l'arte, viene di volta in volta scelto un tema che rispecchi al meglio l'evoluzione della società e in questa 8° edizione che si sta svolgendo dal 31 luglio al 10 settembre 2016, il tema è "Confini e Prospettive".
Sono anni che desideravo visitarla e stavolta ce l'ho fatta: mi sono regalata una gita di due giorni con mio marito, visitando prima Pisa e poi fermandoci a Lucca, una città tutta da scoprire e gustare in ogni angolo.




martedì 22 maggio 2012

Sottrazione - Guy Laramee

Giorni difficili: l'attentato alla scuola di Brindisi, il terremoto in Emilia Romagna, la strage familiare a Brescia, gli accidenti propri -che piccoli o grandi che siano, ne abbiamo tutti in abbondanza-.
Cerco con ogni forza di non consegnarmi alla malinconia e alle frasi fatte che ho sentito dilagare, insieme alla pioggia che non smetteva di scendere.
Piango -dentro- e combatto -fuori-. Lotto scavando a mani nude dentro qualsiasi cosa riesca a suggerirmi un senso, a trasmettermi un'emozione, a restituirmi un valore.

Guy Laramee (Canada, 1957): artista multidisciplinare con una carriera trentennale nell'arte -si dedica anche alla pittura, alla fotografia e ad altre installazioni artistiche- ha sviluppato dal 1999 una particolare tecnica che gli consente di scolpire vecchi volumi cartonati- singoli o uniti tra loro- come fossero pietra, per poi dipingerli con colori naturali.
Da questi tomi riesce infatti, usando solo strumenti elettrici e altri oggetti con cui di solito si scolpisce e intaglia il legno (in media impiega circa due mesi per completare un libro) ad estrarre un microcosmo fatto di solenni e sublimi paesaggi naturali o storici: catene montuose, grotte, ma anche giardini, eremi, conformazioni che ricordano i grandi mausolei mediorientali scavati nella roccia.
“Il mio lavoro - spiega l’artista - nella modellazione così come nella pittura, deriva dall’idea che la conoscenza ultima potrebbe generarsi benissimo da un processo di sottrazione anziché di accumulo. Montagne di saperi in disuso tornano ad essere ciò che realmente sono: montagne. Si erodono ancora un po’ e diventano colline. Quindi si appiattiscono e diventano pianure, luoghi in cui all’apparenza non accade nulla".












"Non mi interessa di cosa parlano i singoli libri, ma cosa si nasconde dentro di essi."
Lo ringrazio, perché oggi sto a galla con loro. Lotto respirando la loro forza e i loro segreti.

venerdì 18 maggio 2012

CartaVenezia

Adoro viaggiare. Lo faccio molto meno di quanto vorrei, ma mi accontento.
Quando non posso proprio più rinunciarci, piglio il primo treno e scappo da lei: mi rifugio in una delle 25 meraviglie del mondo attuali, che ho la fortuna di avere a poco più di un'ora di distanza.
VENEZIA: conosco alcuni che non la sopportano...io mi chiedo come sia possibile non amarla.
Non restarne travolti, rapiti, incantati dal primo istante in cui ci metti piede, in cui prima respiri, poi assorbi e alla fine inevitabilmente metabolizzi un'atmosfera unica, senza pari.
Ci sono stata decine di volte, per i più svariati motivi, e sono sempre tornata con un colore e un sapore in più, però quest'ultimo anno ha veramente segnato la differenza.
Sarà che sono cambiata io, che ho incontrato le persone giuste, che viaggio con una coscienza e una consapevolezza diverse...ma ogni volta, ora, va oltre.
Ogni volta è un pò come lasciare e contemporaneamente trovare un pezzo di me.
E allora è tempo di con-dividere la mia mappa tematica, di tracciare il mio personalissimo itinerario anche qui, di fissarne le tappe iniziando proprio da lei e da una méta il cui nome racconta già tutto: Cartavenezia.
Un angolo di mondo che scopri quasi per caso, una passione vera da cogliere in ogni particolare, un artista-artigiano come ne sono rimasti pochi.




Bianco, aspettatevi questo.
Che si trasforma in fogli creati e lavorati in un modo che -ci scommetto- non avete mai visto.
Un candore quasi irreale, una luce che mi ha folgorato, una materia che per la sua consistenza e lavorazione non può, vi assicuro che (come minimo) non può non stupire e affascinare.










Per me, è stato amore a prima vista.
E no, non è affatto scontato: la carta la conosco e la manipolo da una vita, ce ne vuole per lasciarmi senza parole. Questa, non bastasse, ha fatto rinascere quel bisogno viscerale di toccarla, di comprenderla, di farla mia. E così è stato.
Così, giusto un anno fa, ho chiamato Fernando e ad Agosto ho frequentato il Corso di fabbricazione di carta a mano nel suo laboratorio alla Giudecca: una settimana intensa, entusiasmante, indimenticabile a far nascere fogli di carta a telaio nell'incantevole chiostro di SS. Cosma e Damiano.
Per tante ragioni, lì c'è stata la svolta; esattamente lì colloco la prima vera fase della metamorfosi che ha dato vita a questo nuovo percorso.
Non importa se devo ancora riuscire a definirlo: finalmente c'è, è segnato, mi appartiene.
Questo però è un altro viaggio. Alla prossima fermata.

giovedì 10 maggio 2012

Semplici complessità - Nel Linssen

"La semplicità non è un fine dell'arte ma si arriva alla semplicità malgrado se stessi avvicinandosi al senso reale delle cose. La semplicità è la complessità stessa– ti devi nutrire della sua essenza per comprenderne il valore."
Constantin Brâncuşi

Nel Linssen (Nijmegen - Gelderland, NL, 1935) dal 1986 -e questo già la dice lunga- si occupa di design di gioielli di carta. La sua è una lunga ricerca formale e tattile, un'attenta indagine sui diversi modi di combinare e incastrare le forme per creare catene di strutture complesse, un approccio empirico imperniato essenzialmente sulla costruzione di forme tubolari dinamiche.
Segue le tecniche tradizionali usate per la realizzazione di gioielli in metallo e pietra ma, utilizzando solo uno speciale cartoncino colorato (Elephantenhaut), crea collane e bracciali rigorosamente monumentali, che prendono vita nel preciso istante in cui vengono indossati.
Perché lì sta il grande fascino dei suoi lavori: grazie all'assenza di adesivi e al gioco continuo di tagli e pieghe, i suoi gioielli si animano in risposta ai movimenti di chi li indossa, esibendo sinuosi cambiamenti di colore e forma che variano da persona a persona, momento per momento.

Incartesimi tattili e visivi che nella loro disarmante semplicità racchiudono una sottile e risolta complessità.













domenica 6 maggio 2012

Scambio - Anna Maria Scocozza

C'è voluto un pò, ma finalmente anche il terzo Kusudama è finito ed è pronto a partire per Roma.




Questo nuovo scambio mi emoziona quanto il primo, tanto più che dall'altra parte arriverà una sorpresa.
Anna Maria Scocozza l'ho incontrata grazie a Facebook poco più di un mese fa: un suo inaspettato Mi piace alla pagina di Incartesimi, la sorpresa del suo sito e dei suoi lavori, il piacere di scoprire e conoscere un'artista.
Qualche messaggio, niente di più.
Quando ti esprimi con gli stessi segni, quando ti ritrovi nella stessa materia, quando ti riempi con lo stesso sentire, non serve altro.












Sete di ricerca, incontro, sperimentazione.
Sguardo attento, sincero, intimo.
Mani veloci, abili, libere.

"Anime di carta. Siamo creature di carta, naviganti inchiostri colorati su mari incerti e profondi che possono essere colorate, disegnate, ritagliate, incollate, bruciate, appallottolate, per poi essere gettate via in cestini mortali di terra soffice e verde, accarezzate nel vento per poter rinascere un giorno come sogni meravigliosi, indecifrabili e perenni conservati in libri di pagine umane… "
Anna Maria Scocozza

No, non serve altro, ci stiamo già dicendo tutto. E di più.

martedì 24 aprile 2012

Appropriarsi - Chris Gilmour

Mi sto rendendo conto che in tutti questi anni passati a manipolare e creare con la carta, per certi versi ho sempre sottovalutato suo fratello maggiore, il cartone, materiale che può davvero offrire spazio a svariate sperimentazioni e dare vita a creazioni spettacolari.

Lo ha capito benissimo Chris Gilmour: nato a Stockport nel 1973 ma italiano d'adozione (vive e lavora a Udine), è uno dei più originali e affermati artisti inglesi dell’ultima generazione, uno scultore che si misura con un solo materiale, il cartone appunto (ora usa quello classico e a buon mercato degli imballaggi) e con la sola aggiunta di colla lo plasma, lo modella, lo trasforma per riprodurre a grandezza naturale oggetti d’epoca che sono rimasti dei simboli nell'immaginario collettivo.
Scultura, certo. E di un realismo che impone una profonda ricerca, conoscenza e padronanza tecnica.

Osservare le sue opere mi sorprende, mi diverte, mi stimola.
Penso ai calcoli di statica che deve fare per riuscire a tenerle in piedi senza altri sostegni, penso al tempo che deve dedicare a smontare, analizzare, capire l'oggetto prima di riprodurlo, penso a quanto ne deve sapere sulle proprietà e le caratteristiche di questo materiale.
E alla fine penso che quella che mi indica sia l'unica strada per appropriarsi veramente di qualcosa.
Per conoscerla, rispettarla, amarla. Per riuscire a farla tua e poi lasciarla andare...

















martedì 10 aprile 2012

Dettagli - Calvin Nicholls

Appoggio lo sguardo su uno qualsiasi dei suoi lavori e rimango ogni volta sbalordita.
Calvin Nicholls studia graphic design al Sheridan College di Oakville, Ontario. Dopo la laurea trascorre il primo anno in un'agenzia di pubblicità, poi nel 1981 apre uno studio di progettazione freelance nel nord di Toronto e nel 1984 inizia ad usare la carta come mezzo dominante per i suoi progetti di design. 
Da allora -e son passati più di trent'anni!- continua ad affinare la sua forma d'arte creando con la carta pezzi incredibilmente realistici che portano in vita straordinarie creature selvatiche come colibrì, scoiattoli, zebre e leoni, rane, furetti,...

Fogli di carta, matita, forbici, un bisturi affilato, un po 'di colla.
Non serve altro, se non ciò che conta di più...se non una pazienza, una determinazione, una precisione che non riesco nemmeno a definire e quantificare.
E non basta ancora, perché qui c'è anche conoscenza, poesia, amore.
Un bianco su bianco svelato da luce e ombra magistralmente integrate e regolate;
una miscela di profonde passioni coltivate con autenticità e rispetto;
una cura a impercettibili dettagli da ammirare in tutta la loro stupefacente magia.












Non bastasse:



venerdì 6 aprile 2012

Metamorfosi - Cara Barer

Manca poco e anche quest'anno sarà Pasqua.
In greco e in latino “pascha” proviene dall'aramaico: pasha, che corrisponde all'ebraico pesah, il cui senso generico è “passare oltre”. Il significato effettivo della parola non è del tutto certo ma lo è il fatto che questa è (o dovrebbe essere) la festa liturgica più importante per il cristianesimo.
Faccio poco altro ma almeno mi interrogo sulla questione, mentre guardo i lavoretti che S. e M. hanno portato a casa dall'asilo e le ascolto recitare con dolcezza le brevi poesie imparate a memoria.
La fede, che gran dono.
Smetto subito di chiedermi dov'è finita la mia e visualizzo lei: Cara Barer (Freeport, Texas, 1956);
formata alla Glassell School of Art e all’Art Institute di San Francisco, i suoi lavori sono parte di diverse collezioni permanenti e recentemente sono stati raccolti nel progetto editoriale “The Book's Story”.
E' una fotografa che indaga le suggestioni e lo fa servendosi di vecchi libri, elenchi telefonici e pagine gialle, manuali, mappe, fumetti: carta dimenticata, abbandonata, ammuffita che assieme alla fotografia diventa mezzo creatore per eccellenza.
Metamorfosi, alla fine si tratta di questo. Scusate se è poco.
Cambio di forme ed equilibri nel fluire della materia; imperfezioni che vengono accettate, perdonate, amate; luce che filtra tra le fessure creando nuove trame tra pieni e vuoti.
Ci vedo e condivido un percorso di introspezione che oggi, più di qualsiasi altra cosa, mi fa riflettere su Passione, Morte, Resurrezione.
Mi fa ammettere che non so bene dove ma da qualche parte, nascosta giù in fondo, c'è, ancora la sento, e -nonostante tutto- mi commuovo davanti al suo mistero.
Stanotte è Luna piena...Buona Pasqua anche a voi.











giovedì 29 marzo 2012

Anatomia - Lisa Nilsson

Siamo esseri complessi, c'è poco da fare.
Più andiamo a sezionare, più c'è da riflettere sull'infinitamente piccolo e l'infinitamente grande di cui siamo parte. 
Pensieri scomodi, che spesso mi spaventano e lascio volentieri da parte.
Sarà anche perché ancora non lo accetto, ma la diagnosi è chiara: soffro di sincope vaso-vagaleUna parte di me, assolutamente fuori dal mio controllo, quando ha a che fare con buchi, tagli e in generale con ciò che sta appena sotto il primo strato di epidermide, mi spedisce senza tante storie da un'altra parte.
Anche solo osservare attentamente una tavola anatomica, in qualche modo mi altera.
Grazie a lei però, grazie alla sua pazienza, professionalità e creatività riesco -almeno per un pò- a guardarmi dentro anche così.
Americana, diplomata alla Rhode Island School of Design, specializzata con workshop in ambiti culturali diversi (dall’illustrazione alla medicina) e vincitrice di numerosi premi, Lisa Nilsson ha conosciuto il successo presso il grande pubblico grazie soprattutto alla Tissue Serie, originali tavole anatomiche realizzate con la tecnica del quilling.
Le sono grata, davvero, perché il suo lavoro mi permette di stabilire un nuovo contatto con questa me con cui, per la prima volta, ho la sensazione di iniziare a comunicare.












domenica 11 marzo 2012

Mare, dentro - Valérie Buess

Non scorderò mai l'emozione che provai la prima volta che mi immersi nella barriera corallina.
Talmente forte che -non esagero- per 10 giorni filati, tutte le volte che chiusi gli occhi (giorno o notte che fosse) mi fece vedere pesci e fondali ovunque. Una sensazione straordinaria che non ho più rivissuto ma che lei, in modo nuovo e non meno intenso, riesce a riportarmi a galla.

Valérie Buess Nata nel 1966 a Lucerna (Svizzera), dal 1990 vive e lavora a Marburg (Germania).
Utilizza giornali, elenchi telefonici, romanzi riciclati e vecchi libri; li lavora, talvolta aggiunge un pò di colore e crea fantastiche forme organiche ispirate da creature marine.
Alcuni dei suoi pezzi sono più astratti e mi parlano di relitti, abissi, sirene.
Altri invece indicano chiaramente ricci, coralli, alghe.

Carta. Sembra semplice carta arrotolata e invece ha il mare, dentro.
Ha il potere di riportarmi esattamente lì, nel silenzio pieno di colori e di pace che, per qualche istante, mi ha fatto galleggiare dentro il Paradiso.











sabato 25 febbraio 2012

Toni di bianco - Jeff Nishinaka

Sembra schiuma, burro, gesso, marmo. Invece è carta.
Jeff Nishinaka (Los Angeles, CA, 1958) con una carriera che spazia lungo 28 anni di attività è considerato uno dei più grandi scultori di carta al mondo. Come negarlo. 
Raffinati giochi di luce e ombre su intricate composizioni dalle dimensioni più disparate (da un minimo di 50x50 centimetri a un massimo di 20x20 metri), una gran varietà di soggetti, una cura e una perfezione delle forme e dei dettagli che toglie il fiato.
Ho sempre voluto diventare un pittore, ma mentre studiavo illustrazione all’Art Center, mi furono assegnati nello stesso tempo dei compiti sia nella classe di graphic design che in quella del disegno di moda per sperimentare con mezzi diversi, uno dei quali era la carta. E’ stata un rivelazione. Ho subito sviluppato una sensibilità particolare per il lavoro con la carta. Da allora, ho iniziato a sperimentare con carte diverse, trovando modi nuovi di modellare, piegare, arrotondare ogni tipo di carta. Volevo cercare di manipolare la carta nel modo meno invasivo, in modo da preservarne l’integrità e la sensazione al tatto. Per me la carta è viva e animata, un’entità con una vita tutta sua. Cerco solo di reindirizzare quell’energia verso qualcosa che sembri vivo e animato”.
Un'energia che esplode lì, dentro eleganti toni di bianco che trasformano questo materiale comune e fragile in qualcosa che profuma di perfetto ed eterno.











Ecco come realizza i suoi incartesimi:


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